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giovedì, novembre 20, 2008
Prosegue la mia inchiesta su Bush. Questi sono gli anni che tutti noi abbiamo vissuto, con il tentativo riuscito di abolire molte delle garanzie democratiche in seguito all 11 settembre. Una limitazione che ha riguardato tutti noi e che è ben differente da quello che veniva propagato ai media.
11 Settembre 2001: la svolta
Ci volle l'attacco dei fanatici musulmani di Al Qaeda per rilanciare davvero una presidenza che fino ad allora era stata completamente deludente per gli americani. Con la distruzione delle torri gemelle di New York e dell'attacco alla CIA il presidente, seppure in ritardo, dichiarò ai media che era iniziata la guerra al terrore. Il rating di approvazione passò al 90%, l'America impaurita si strinse accanto al suo presidente. La reazione partì nell ottobre del 2001 con la guerra in Afghanistan che ancora oggi non è stata risolta. Il regime talebano era responsabile dell'attacco in quanto sosteneva e ospitava Al Qaeda. ma non ne era il solo responsabile. Come molti libri e film, in primis il documentario di Michael Moore, premio Oscar, Fahrenheit 9/11 vincitore a Cannes, dove si evidenziavano i coinvolgimenti della damiglia reale araba, amica e partner commerciale da decenni della famiglia Bush, nella copertura e finanziamento dell attentato.
Guerra in Afghanistan
La guerra in Afghanistan è stata la risposta degli Stati Uniti all'attacco dell 11 settembre 2001. La guerra è partita nel mese di ottobre del 2001 e vedeva al fianco degli Usa una larga schiera di paesi del mondo occidentale, in primis Gran Bretagna e Italia con l'avallo dell'ONU. La Nato è stata indirettamente coinvolta grazie alla partecipazione di molti stati membri. La guerra ha portato rapidamente alla caduta del regime fondamentalista talebano e alla creazione di un governo di unità nazionale seguito da libere elezioni, ma non è riuscita a sottrarre il paese dal controllo delle milizie talebane che ancora oggi riescono a tenere in scacco le truppe occidentali e l'esercito nazionale con continui attentati. Fallito è pure l'obiettivo di distruggere Al Qaeda e catturare quello che è il responsabile primo dell attacco del 11 settembre, Osama Bin Laden, appartenente alla famiglia reale saudita e ex combattente a fianco dei servizi segreti americani durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan. Al momento attuale la situazione in Afghanistan non è per niente tranquilla per il governo eletto in quanto i talebani stanno rapidamente recuperando il controllo del paese, favoriti dal fatto che l'attenzione e le possibilità militari dei paesi, in primis gli Usam sono concentrati nel vicino Iraq
L'invasione dell'Iraq
Nel 2003 il Presidente Bush decise di portare a termine l'operazione che anni prima il padre aveva condotto contro il regime di Saddam Hussein. Per anni partner economico della famiglia Bush, Hussein cadde in disgrazia presso gli Usa quando invase il piccolo ma finanziariamente ricco Stato del Kuwait con la conseguente guerra del Golfo finita nel 1991. Da allora l'Iraq è sempre stato additato dagli Usa come Stato terrorista in procinto di produrre armi atomiche. Con questa accusa, è stata montata una campagna di pressione mediatica internazionale che voleva Hussein come pericoloso terrorista in procinto di usare l'arma nucleare e responsabile degli attacchi dell'11 settembre. Nessuna di queste due accuse si rivelò esatta. Tutt'altro. Dopo pochi mesi infatti si scopri come la Cia e quindi il governo americano avessero contraffatto documenti ufficiali presentati all ONU per chiedere l'appoggio all'azione di guerra. Appoggio che venne negato e che vide paesi alleati storici come Francia e Germania uscire dall'alleanza e non partecipare alla guerra. Nei primi mesi questi paesi vennero presi di mira dall'opinione pubblica internazionale come traditori e sostenitori dei terroristi. Anche la Spagna uscì dall alleanza non appena fu eletto primo ministro il socialista Zapatero. Colin Powell e Condoleeza Rice, capi del dipartimento di Stato, sono stati accusati di aver fabbricato prove inesistenti riguardanti la produzione di armi di distruzioni di massa da parte dell'Iraq. Queste armi non sono mai state trovate dopo l'invasione e questa menzogna è costata la carriera politica al primo ministro del regno Unito Tony Blair dopo che la BBC attraverso un reportage indipendente mostrò agli spettatori come erano state costruite false prove per incitare alla guerra. Dopo qualche giorno il presidente della BBC dovette dimettersi su pressione di Blair. Gli inglesi non hanno mai perdonato a Blair l'appoggio agli Usa in guerra nè tanto meno la fabbricazione di false prove. La guerra è stata un affare per alcune multinazionali tra cui la Halliburton di cui era presidente Dick Cheney fino alla sua nomina a vicepresidente degli Usa. I tribunali americani hanno accusato la Haliburton di sovraffatturazione per operazioni di sostegno all esercito pari a miliardi di dollari. il processo è ancora in corso. La stessa Haliburton (vedi Espresso di questa settimana) è stata condannata negli Usa per aver corrotto ripetutamente con milioni di dollari governi legittimamente eletti della Nigeria e altri stati produttori di petrolio. Imputato è il sostituto di Cheney alla presidenza della stessa e suo delfino mentre Cheney era presidente.
La guerra continua tutt'oggi con un costo finora stimato sui 700 miliardi di dollari. Nessuna soluzione nè politica nè diplomatica nè militare in vista.
Il disastro ecologico
Prima di essere eletto, George W. Bush, ex governatore del Texas la cui famiglia aveva fatto milioni nel campo del petrolio, aveva fatto campagna elettorale impegnandosi a usare 2 miliardi di dollari per la ricerca sulle fonti rinnovabili e su tecnologie capaci di tagliare le emissioni di vari gas inquinanti tra cui ozono, anidride solforosa, mercurio e anidride carbonica (discorso elettorale del 29 settembre 2000). Nel 2001, una volta eletto, cambio' tutto.
Per prima cosa, nominò al ministero dell'ambiente un ex lobbista dell'industria del petrolio, Philip Cooney, passato alla storia per aver modificato con il copia/incolla i risultati delle commissioni scientifiche indipendenti che parlavano di allarme effetto serra e ottenendo alla fine documenti, presentati ai media, dove il rischio spariva del tutto.
Subito dopo, annunciò al mondo di essere l'unica superpotenza a non aderire al trattato di Kyoto, l'accordo internazionale che doveva tagliare drasticamente le emissioni di anidride carbonica. Una volta tolti gli Usa, i maggiori produttori di anidride, gli altri paesi avevano la strada aperta per chiamarsi fuori (come infatti ha fatto l'Italia, unica nella UE, non appena nominata la ministro Prestigiacomo al ministero dell ambiente).
Nel novembre 2002 Bush ha siglato un decreto con cui 780 mila km quadrati di boschi negli Usa venivano esentati dalla valutazione di impatto ambientale nel caso i proprietari decidessero di costruire. La mancanza di standard legislativi per mantenere flora e fauna hanno provocato disastri ecologici denunciati dalle associazioni ambientaliste in tutto il paese.
Nel 2004 36 mila km quadrati del territorio dell'Alaska, quello governato da Sarah Palin, sono stati, grazie a un decreto presidenziale, aperti allo sfruttamento petrolifero. Stime previste, 13 miliardi di barili di petrolio. Ma in realtà solo un terzo sono ottenibili con le moderne tecnologie. E il prezzo è stato devastare un santuario ecologico preservato per secoli, delicatissimo dal punto di vista ambientale, con una delle industrie più inquinanti del pianeta. Basta ricordare l'incidente della Exxon Valdez dell'89, dove 42mila m cubi di greggio inquinarono 1900 km di costa dell Alaska e i cui costi di recupero hanno superato i 2 miliardi di dollari.
Il governo Bush e la manipolazione dei media
Il 72% degli americani, al momento dell'invasione dell'Iraq credeva che questi fosse responsabile dell'11 settembre. Non è mai stato dimostrato ma parecchie analisi hanno legato l'invasione dell'Iraq a una esigenza strategica degli usa per il controllo delle sue fonti di petrolio. Per capire meglio come l'amministrazione Bush si sia specializzata nella manipolazione dei media basti citare lo scandalo che nel 2005 ha rivelato come Armstrong Williams, giornalista, fosse pagato 240mila dollari l'anno per pubblicizzare l'operato in campo sociale dell'amministrazione Bush "dimenticandosi" di menzionare che lavorava per la stessa.
Da allora il suo talk show politico è stato cancellato dai media che lo ospitavano.
Ma l'aspetto più inquietante è forse il controllo sugli enti indipendenti da parte dell'amministrazione, come nel 2005, quando l'agenzia governativa sull'ambiente non ha più rilasciato l'annuale bollettino sull'inquinamento da autoveicoli. Infatti, attualmente i veicoli prodotti negli Usa sono meno fuel efficient di quelli prodotti dagli stessi Usa nel 1980. Nel 2006 l'agenzia governativa sugli oceani non ha pubblicato il suo report annuale perchè si dimostrava SCIENTIFICAMENTE come l'aumento della temperatura mondiale portasse a uragabi sempre più devastanti nella regione del Messico. E parlano di uragani, è ora di parlare di Katrina.
giorgio
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