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martedì, aprile 15, 2008

Se c'è uno sconfitto in queste elezioni che hanno segnato la fine dei movimenti ideologici a partire dai vari movimenti comunisti, è il movimento gay. Tutto. Senza attenuanti.
Sconfitto dal punto di vista numerico perchè pare sia eletta solo una rappresentante omosessuale in Parlamento, una tale Concia che non si è mai contraddistinta politicamente o mediaticamente come esponente del movimento glbt.
Politicamente, perchè sia il partito di maggioranza sia quello di opposizione non hanno nei loro punti programmatici la tutela dei diritti delle minoranze (della lega non parlo perchè non esiste nemmeno un programma politico in italiano).
E soprattutto culturalmente (una volta si diceva ideologicamente) perchè, oltre a essere sempre diviso tra personalità multiple schizzoidi (vedi le vergognose dichiarazioni di Battaglia contro la candidatura Grillini e a favore dell'omofobo Rutelli), il movimento gay o meglio le centinaia di migliaia di persone gay vivono la loro esistenza secondo regole altrui. E quindi per il gay italiano è normale nascondersi e vivere la propria sessualità come un peccato da scontare di nascosto (parlo ovviamente della maggioranza e non della ristretta minoranza che si identifica nei movimenti) mentre il resto di Europa vive alla luce del sole la propria affettività e ne ottiene riconoscimento e tutela legale. Insomma quando tra 10 amici miei 2 votano la Santanchè perchè è figa e 5 votano PDL perchè Prodi è comunista, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Ed è facile dire che sono deficienti. In realtà sono tutti laureati e molto svegli. Il fatto è che non pensano che le cose possano davvero cambiare in Italia e così si adeguano.
Futuro? Prospettive? Con la sinistra laica fuori dal Parlamento, con i socialisti assenti, con soli 7 radicali rimasti a parlare nell'aula di laicità e diritti civili non so proprio cosa accadrà. Gli operai votano L
ega per protesta. Un partito che ha fatto dell'omofobia la sua bandiera. La Chiesa si salva sempre, grazie ai parlamentari cattolici suddivisi intelligentemente tra i due schieramenti (ma la sconfitta di Casini è un grande segnale di insofferenza verso le gerarchie vaticane da parte del popolo). Noi no. Saranno 5 anni di ritorno ai circoli e spero che il movimento gay sappia dare idee nuove. Volevamo dimostrare al Pd che non possono vincere senza di noi. E' stato dimostrato che il Pd vive anche senza di noi. Soprattutto se Grillini non ce la farà a bloccare Rutelli a Roma. Perchè è innegabile che solo nelle grandi metropoli il voto unito dei gay può pesare. Nel resto d'Italia siamo completamente inutili. Incrociamo le dita.
giorgio

postato da le_fate | 16:48 | commenti (9)
categorie: politica, omofobia, diritti glbt



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