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domenica, aprile 06, 2008
Sesso. sto facendo sesso con uno sconosciuto. Bello, peraltro. Uno sguardo magnetico. Disinibito. Anche troppo. "no grazie. non mi va" gli dico mentre apre le gambe per prenderlo senza preservativo. Sarà una fissa per la salute ma sento che mi sta passando l'eccitazione.
Ci baciamo. Per farla corta, lo faccio felice e gli vengo addosso.
"Ciao, sei carino" "pure tu"
Me lo ritrovo in doccia. Avevo una ciabatta taglia 40 e una 46 (la sua) Mi raggiunge e come cenerentola mi fa vedere la scarpa evidentemente troppo stretta. Gli propongo sotto la doccia di fare la strada assieme visto che abita il paese dopo il mio.
Entro in sauna secca per asciugarmi. Lui sta parlando con due ragazzi.
"... perchè le coppie tra uomini non possono durare in quanto psicologicamente non complementari" dice. Mi si stringe lo stomaco.
"Scusa, che hai detto?" mi rivolgo all'estraneo con cui ho appena fatto sesso.
"Si. è la teoria di uno psicologo che ha scritto un libro che voglio leggere. E' comunque innegabile che non esistono coppie omo felici e durature. Se stanno assieme, è solo per farsi le corna a vicenda".
"Si si" fa un ragazzo di 27 anni. "anche io non ne ho mai vista una."
Punto diretto alla giugulare.
"E' difficile stabilire da fuori se una coppia è felice o meno. Soprattutto se adottiamo un modello culturale di riferimento che sin da bambini ci insegna che la coppia è lui e lei per l'eternità felici e contenti " Stavo per dire amen ma non volevo far capire da dove nasce il suddetto modello.
"Che non sia poi troppo funzionante lo si capisce nel mondo etero dal tasso di divorzi, dal numero di puttane per le strade e dal fatto che da noi il 30% delle famiglia ha problemi seri di alcool. Per non parlare di quelli che ogni tanto ammazzano figli e moglie, che ormai è cosa settimanale".
"Si ma i miei genitori sono assieme da decenni e non si sono mai traditi" fa il tipo che mi sono scopato.
Gliela metto lì con delicatezza "Sono sicuro che i miei che stanno assieme da 50 anni se hanno avuto altre storie di certo non lo vengono a dire a me. Anzi, penso che sarei l'ultima persona a scoprirlo in quanto figlio."
In realtà volevo dire che quello che andava bene ai nostri genitori non va bene a noi. Una volta sposarsi era quasi una costrizione sociale e nelle nostre terre lo è ancora vista l'enorme pressione psicologica e culturale che porta alla non accettazione sociale dell'omosessualità e dell'affettività omosex. Mi viene in mente Giuliano quando dice che a Milano in piazza Duomo chissenefrega se due froci si baciano in pubblico. Beh da Verona a Trieste i suddetti froci rischiano il pubblico linciaggio e comunque è tale la pressione sociale che i due proprio non se la sentirebbero. E parla uno che non si è mai risparmiato nulla su questo fronte, ma che vive in una zona economicamente prima in Italia ma culturalmente estremamente reazionaria (stavo per dire arretrata). Non so cosa succede nel resto d'Italia ma non credo sia molto meglio.
Ho un flash. Luxuria che viene a San Donà a inaugurare un locale e il sindaco e i bravi cittadini di San Donà che protestano "Qui non c'è posto per una come lei".
La conversazione continua e si scalda (vi ricordo che siamo in sauna secca)
"E io credo che i legami affettivi che si instaurano tra due persone siano ben più profondi a un certo punto della semplice fedeltà fisica" dico io
"No no" dice il giovane "allora sono solo amici"
Mi incazzo. "Solo?" Ma perchè l'amicizia viene vista sempre come un minus habens? I miei amici hanno sopportato il peggio di me senza fiatare, cosa che i cosidetti grandi amori non hanno saputo fare, e io ho la massima devozione per gli amici. Sono le persone che amo senza chiedere nulla in cambio. Ma io sono un anomalo per natura. Infatti con molti di essi ci sono pure finito a letto. Insomma non mi sono risparmiato una trasgressione che sia una. Che non è qualche spiritosa pratica fisica, ma l'abbattere i cosidetti tabù sociali e comportamentali che soprattutto le finocchie amano imporre in modo quasi nazista. Devono etichettare tutto, dare un posto e un voto a tutto e tutti. E' questo che non sopporto dei gay italiani. Hanno una enorme libertà di scelta sempre e comunque e la usano ipocritamente per fare i loro porci comodi e allo stesso tempo sono prontissimi a condannare i comportamenti degli altri. Io ho 40 anni. Un'età difficile, dove spesso si aprono gli occhi e si vede la realtà per quello che è e non per quello che sogniamo. Infatti i sogni spariscono, come pure le avvenenti forme fisiche. Mi viene in mente Kathleen Turner quando diceva "a vent'anni un maschio doveva essere gay per non voltarsi quando mi incontrava per strada". Beh succedeva anche a me "un machio doveva proprio essere matto figa per non voltarsi quando passavo". E, come lei, ora a 40 la festa è finita. Poco male. Di relazioni basate sull'attrazione fisica e sull'innamoramento ne ho avute fin che ho voluto. Ora ho scelto di essere libero da questo tipo di incontri. Se deve essere solo sesso, che sesso sia. Ma senza far finta di essere qualcosa altro. Ne sperandoci.
Degli amici ho detto. Aggiungo che ho il massimo rispetto per le scelte altrui. Soprattutto per le coppie che nonostante tutti i tradimenti o le incapacità, decidono di andare avanti perchè ci credono o comunque sentono uno per l'altro qualcosa di speciale. Ma non posso sopportare che persone che sono in una sauna per dare via il culo al primo che capita, magari senza preservativo, si permettano di dire che la relazione dei loro genitori è giusta mentre quella di due froci che sono in coppia aperta è sbagliata.
"Eppoi il cinema che propone tutte queste coppie gay positive che non esistono . Come i due cowboy o i film di Ozpetek"
Lo guardo duro "ma che cazzo dici? i due cowboy non hanno mai avuto il coraggio di fare delle scelte e ne hanno pagato il prezzo. Tanto che uno muore mentre da via il culo in un villaggio messicano." Non dico niente di Orzpetek perchè in quelle coppie non se ne salva uno secondo la loro morale. Che non è la mia.
Ormai sono un vulcano. Esco dalla sauna e sbatto pure la porta. E non do il passaggio a nessuno. In macchina rifletto. Rifletto sulle aspettative del gay medio sulla sua vita di coppia. Cosa si aspetta e cosa considera una giusta vita di coppia. Quindi quali sono quelle sbagliate.
Penso ai miei amici sotto psicofarmaci per poter tirare avanti. O di droghe. Penso a quelli che non ce l'hanno fatta e sono fuggiti all'estero e non tornerebbero mai a vivere qui. Alle scelte che non ho ho avuto la forza di fare.
Io penso che se avessi una vita di coppia la vorrei felice e intensa. Ma non potrei mai essere felice se non potessi essere me stesso. E idem per il mio partner. Esigenze diverse danno origine a modi di stare assieme diversi. A modi di amare diversi. E quanto mi sta sul cazzo che il finocchio medio sia con l'indice puntato a dire questo è giusto e quello no. Sono diventato profondamente intollerante all'ipocrisia e alla stupidità.
Sono destinato a restare solo.
giorgio
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